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Uno spazio per l’incontro e la crescita

Il progetto “Uno spazio per l’incontro e la crescita”, in parte finanziato dalla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza e in parte da Anffas, intende sviluppare uno spazio (relazionale) in uno spazio (fisico), agendo su tre livelli: INFORMATIVO, EDUCATIVO, FORMATIVO. Lo spazio informativo è garantito dal servizio  SAI? dell’AnffasOnlus Seregno che intende aprirsi come Servizio competente anche alle famiglie con bambini DSA che già oggi si rivolgono, ma per i quali la risposta è limitata. Lo spazio educativo è garantito dai servizi del Comune e da un gruppo di genitori che organizza piccoli eventi ludico-ricreativi al sabato pomeriggio presso la sede di Anffas  che ha come finalità ultima la sinergia, l’incontro, di persone diverse, ma con lo stesso fine:  il mutuo aiuto. In ogni famiglia, in ogni realtà, il confronto dovrebbe essere “il pane quotidiano”.

Lo spazio formativo, invece, è dedicato a genitori, educatori e insegnanti al fine di dare  maggiori strumenti alle persone che si occupano di bambini e famiglie con disagi.

Questo progetto intende sviluppare una serie di servizi gestiti tramite una Rete vera e propria, non perché costituita ad hoc per rispondere ai requisiti del Bando a cui Anffas ha partecipato, ma perché frutto di una collaborazione partita fin dagli inizi del 2012 e sviluppata nel tempo. La sinergia di più collaborazioni ha permesso di realizzare interventi diversi e creato momenti di comunicazione tra giovani, famiglie, scuole, operatori e istituzioni. Attraverso le attività svolte a partire, come detto, dai primi mesi del 2012 si è evidenziata la necessità da parte dei genitori e dei cittadini in generale di far fronte a difficoltà legate a disagi tra loro diversi (problemi a scuola, bisogno di socializzazione e vicinanza, necessità di affiancamento per la gestione di bambini con disturbi o disagi, ecc) e le iniziative proposte hanno avuto subito un grande riscontro. Ad esempio i laboratori ludico-ricreativi vedono circa 70 famiglie coinvolte che, grazie a questa opportunità hanno trovato un luogo e uno spazio dove confrontarsi, riflettere, condividere e creare rapporti e relazioni utili al fine di costituire piccoli gruppi di auto-mutuo aiuto.

Il SAI?  Servizio di Accoglienza e Informazione gestito da Anffasriceve ogni giorno richieste di aiuto e di affiancamento da parte di famiglie non solo con disagi legati alla disabilità, ma anche a problemi scolastici e di vita.

Infine le riunioni con i volontari che si occupano dei servizi hanno evidenziato la loro esigenza di avere strumenti e competenze più approfondite.

In un momento in cui l’Ente Pubblico ha difficoltà nel rispondere alle esigenze dei privati e cittadini, il volontariato e l’associazionismo diventano fondamentali per creare un punto di incontro capace di guardare oltre e progettare  un futuro migliore. In quest’ottica il progetto intende fornire strumenti, luoghi e formazione necessaria ai cittadini che stanno già lavorando e gestiscono i servizi previsti affinchè possano sempre meglio collaborare in un ottica di auto-mutuo aiuto. Gli obiettivi specifici del progetto sono quindi i seguenti:

• sostenere e ampliare il servizio SAI? aprendolo anche alle famiglie con bambini con disturbi di apprendimento, problematica sempre più diffusa e poco nota a chi non lavora in ambito educativo. In questo modo si può prevenire la dispersione scolastica di ragazzi con problemi di questo tipo, creando gruppi di studio accompagnati da genitori opportunamente formati.

• sostenere i genitori volontari che organizzano laboratori ludico-ricreativi aperti a tutte le famiglie del territorio durante i quali è data la possibilità di confronto e supporto soprattutto a coloro i quali hanno situazioni di disagio.

• supportare interventi formativi ed informativi rivolti specificatamente ai volontari che coprono ruoli per i quali è necessario avere delle competenze specifiche e qualificate che non sempre possono essere sostituite dalla buona volontà. Tali interventi, come obiettivo secondario vengono aperti alla cittadinanza perché servano per migliorare la sensibilità nei confronti dei disagi e aumentare la probabilità che ci siano maggiori donazioni ed attenzioni.

Gli obiettivi sopra citati saranno realizzati attraverso una serie di iniziative che illustriamo brevemente di seguito:

• Creazione di un team di esperti che possa certificare i disturbi di apprendimento e possa fornire alle famiglie informazioni e aiuto per comprendere in cosa consistano e come affiancare il bambino con queste difficoltà nel suo percorso scolastico;

• Implementare il numero di laboratori ricreativi sostenendo il gruppo di genitori che le organizzano attraverso una migliore e più capillare diffusione dell’informazione relativa a tali eventi;

• Organizzare percorsi formativi ed informativi specifici per migliorare le competenze dei volontari coinvolgendo in questo percorsi anche persone esterne nella speranza che esse diventino a loro volta volontari o che sostengano le iniziative di cui vengono a conoscenza.

Importante in questo progetto è evidenziare com’è nato  e (lo ribadiamo sottolineandolo)

Un gruppo di cittadini con l’esigenza di aiutarsi e di organizzare delle iniziative che rispondessero al loro bisogno. Il coinvolgimento dell’associazione Anffas ed il Comune per trovare luoghi e spazi dove incontrarsi è stato il primo passo per realizzare il loro obiettivo. Successivamente dal confronto tra volontari, genitori, istituzioni e associazione sono emersi altri bisogni vicini e/o affini a quelli da cui si era partiti e si è insieme ipotizzata una risposta. In questo modo sono stati istituiti e impostati i servizi presenti nel progetto interpretando proprio delle richieste specifiche. L’innovatività del progetto sta dunque nel fatto che in genere le Reti o i Progetti nascono dall’alto e vengono proposti ai cittadini con una forma già costituita; in questo caso invece sono i cittadini stessi che hanno dato forma ad un progetto che si realizzerà  e che verrà portato avanti grazie al successivo coinvolgimento di associazione ed Istituzioni.

Come accennato sopra il progetto ha lo scopo di prevenire le criticità familiari, con la pianificazione di un intervento che si ritiene possa agire in un’ottica preventiva del problema. Nel tempo si è diffuso un approccio alle tematiche dei disagi definito Family Centered (Centrato sulla famiglia), che allarga l’orizzonte degli interventi di supporto a tutto il sistema familiare identificandolo come una risorsa di cui avere cura nell’interesse di tutti adulti e bambini; l’idea è apparentemente semplice e confermata da studi e ricerche: una famiglia che riesce a gestire lo stress della vita in maniera “sufficientemente buona”, è in grado di costituire un contesto supportivo fondamentale per il benessere psicologico dei bambini con disagi. Questa condizione di equilibrio sistemico non è sempre facile da raggiungere e molte famiglie faticano a recuperare energie per riorganizzarsi. Per fortuna si assiste sempre meno ad un processo di colpevolizzazione della famiglia che “non ce la fa” e crescono programmi di sostegno e valorizzazione delle competenze dei componenti della famiglia di bambini con disagi e disabilità. Naturalmente i genitori sono i primi destinatari di queste forme di sostegno allargato, in considerazione delle sollecitazioni a cui sono quotidianamente esposti (accudimento, stigma, lavoro, impegni riabilitativi, ecc.). Nelle famiglie però i componenti hanno tutti eguale importanza e necessità. L’intervento pertanto si pone in modo innovativo l’obbiettivo di strutturare una serie di servizi integrati che aiutino allo stesso tempo bambini, ragazzi e adulti siano essi genitori o operatori volontari.

Come risultato atteso e sperato sicuramente questo: COSTRUIRE UNA REALE RETE DI SUPPORTO E DI AUTO-MUTUO AIUTO CHE RESISTA NEL TEMPO. In questo periodo e contesto è infatti sempre più difficile fare rete e laddove si riesce tale rete in genere dura il tempo di un bando o di un progetto e poi si sgretola. Gli interventi messi a punto e pensati prevedono di riuscire a creare una sinergia tale da rendere evidenti i risultati che la collaborazione può portare. Sostegno tra genitori ed operatori, intreccio tra pubblico e privato sono sempre più necessari per fare la differenza in situazioni critiche e di disagio. Il progetto quindi si pone i seguenti obiettivi:

1. facilitare lo sviluppo della Rete già esistente implementandola,

2. facilitare l’apprendimento e la crescita, in modo che i volontari possano fornire servizi sempre con maggiore competenza,

3. condividere insieme ad altre famiglie le situazioni di disagio rendendole più facilmente superabili in forza della collaborazione di tutti

La modalità di lavoro con bambini, adulti e operatori avrà sicuramente una ricaduta positiva sulle persone in difficoltà e, come riflesso, sulla rete.

 

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